Isola del Giglio

Venerdì 29 ottobre 2021
Lunedì 1 novembre 2021  (evento passato)

Tipo attività: Escursione Semplice
Sezione di Genova
Responsabile: Fiammetta Less (348.8524729)



Programma



L’Isola del Giglio è privilegiata da una forte vocazione turi- stica probabilmente fin dai tempi dell’antica Roma, come  testimoniano i ruderi delle varie costruzioni risalenti a quell’epoca. Un clima mite, un mare cristallino invidiabile, il fascino di flora e fauna mediterranea ne fanno un posto estremamente interessante sotto il profilo naturalistico. La festività dei Santi ci permetterà di visitare l’Isola a piedi, percorrendo i suoi numerosi e facili sentieri ed aggiungere, se le condizioni del mare lo permetteranno, anche la visita di Giannutri, accompagnati da una Guida Naturalistica, ad un’ora di barca di distanza in direzione sud.  Venerdì mattina partenza da Genova per raggiungere Or- Il poggio Frassati  betello; a Porto Santo Stefano lasceremo le auto e saliremo sul traghetto per Giglio Porto da dove in circa 1,30 ore di  cammino saliremo a piedi a Giglio Castello, che sarà la ba- se per le nostre escursioni.  Sabato percorreremo la panoramica dorsale verso sud fino alla Punta di Capel Rosso, estremo lembo meridionale dell’Isola; dislivello 450 m per circa 6 ore di cammino. Domenica ci dirigeremo a nord verso la Punta ed il Faro del Fenaio; dislivello 400 m per circa 5 ore di cammino. Lunedì altra escursione verso ovest e rientro a Genova. Il  programma è suscettibile di variazioni. Si richiede di comu- nicare la propria adesione al più presto, e comunque non  oltre giovedì 14 ottobre, versando una caparra di 60 euro. Maggiori dettagli in sede e contattando la Coordinatrice: Fiammetta Less (348.8524729) chiedendo di essere inseriti nella chat Whatsapp dedicata.



Relazione



Anche quando le vacanze estive sembrano essersi ormai concluse da tempo, ecco che si prospetta una fantastica possibilità: partecipare a una uscita con la GM! 

Questo è stato il regalo a sorpresa da parte di mia madre per i miei 20 anni, che compirò a novembre: mai più mi aspettavo di partire ancora per un viaggio.

Veniamo al dunque: partiamo da Genova il 29 ottobre alle sei del mattino a bordo di uno stupendo pulmino vintage 9 posti Volkswagen, di proprietà del simpaticissimo Ghigo in direzione Porto Santo Stefano (GR). Il pulmino è al completo e, in buona compagnia, il viaggio non mi sembra poi così lungo. Giungiamo alla penisola di Orbetello in quattro ore. 

Lì lasciamo la storica vettura e ci imbarchiamo sul battello che in circa un’oretta, per coprire una distanza di 24 km, ci porterà a Giglio Porto.

Eccoci finalmente arrivati sull’Isola del Giglio, mi sembra di essere letteralmente tornato in estate: 25°C! Gli isolani ci hanno detto che l’ultima pioggia decente risale a febbraio.

La maggior parte della nostra comitiva, compreso il sottoscritto, decide di incamminarsi a piedi verso Giglio Castello (405 mt), il paesino sulla sommità dell’isola, mentre altri prendono l’autobus perché hanno borsoni ingombranti o valige. Il bus li lascia direttamente dal nostro affittacamere. 

Chi va a piedi si incammina prima lungo una ripidissima stradina che dal centro paese di Giglio Porto s’inerpica fino al congiungimento con la strada principale e poi intercetta un’antica mulattiera disseminata di ciclamini che, tra lecceti e in seguito scarsa vegetazione e rovi, porta a Giglio Castello. Subito prima della destinazione incrociamo sul nostro cammino dei lavoratori che bruciano delle ramaglie e che si occupano della buona manutenzione del sentiero, liberandolo dai rampicanti.

Ci fermiamo giusto il tempo di lasciare le nostre cose e sistemarci presso il nostro affittacamere: subito ripartiamo verso la punta settentrionale dell’isola. 

Il primo itinerario scelto da Fiammetta, la capogita di tutto il trekking, è un giro ad anello che si sviluppa inizialmente scendendo verso la parte opposta rispetto a Giglio Porto, fino a Punta del Fenaio, per poi tornare indietro su un’altra strada, passando poco sopra le case di Giglio Campese, e infine si ritorna a Giglio Castello. Il giro è molto panoramico, si snoda tra campi e tra vigneti nei quali si produce l’eccellente vino bianco autoctono, l’Ansonaco. Tali vigneti sono definiti eroici sia per la manutenzione richiesta all’uomo sia per la loro capacità di adattamento ad un terreno irto e brullo e per le condizioni climatiche.

L’itinerario attraversa anche boschi di sughere e particolarissime conformazioni granitiche e tipici manufatti contadini presenti su tutta l’isola che in tanti documentiamo con innumerevoli foto.

La sera ci rechiamo a cena nell’unico ristorante ancora aperto nella bassa stagione, molto carino e curato… nulla da dire sulla buona qualità delle pietanze, tuttavia per la mia giovine età e il mio grande appetito reputo le porzioni un po’ scarsine. 

Detto questo Fiammetta ha fatto scelte sempre molto azzeccate, come tutta l’organizzazione logistica e l’ultima cena a Giglio Campese al ristorante Zio Meino, dove abbiamo gustato del buon pesce, stavolta in abbondanza.

Il secondo giorno, colazione abbondante al bar di Castello, spesa all’alimentari e si riparte alla grande: questa volta la giornata prospetta di raggiungere la punta meridionale, chiamata Capel Rosso, e il suo faro, attualmente di proprietà privata, e di ritornare a Giglio Castello per la strada bassa.

Rimaniamo quindi in cresta e scendiamo poco dopo in un avvallamento sottostante. 
Riprendiamo quota di circa cento metri fino a giungere sul punto più elevato in assoluto dell’isola, Poggio della Pagana, ben segnato da una croce a 498 m slm.  Da qui scendiamo in maniera graduale ma piuttosto costante per un tracciato in alcuni punti non così banale, per via dei rovi e delle tracce di sentiero meno frequentate dai turisti, ma a noi piacciono le avventure più spartane e impegnative, altrimenti non ci sarebbe gusto!

A fine mattinata giungiamo in vista del faro Capel Rosso, dall’aspetto quasi nordico per via della sua forma rettangolare e delle sue bande bianche e rosse. 
Qui la costa è caratterizzata da alte scogliere di granito ma per fortuna è possibile scendere fino al mare dove, prima di pranzo, decidiamo di fare un fantastico bagno.

A pranzo ci aspettano degli ottimi panini che, gustati in riva al mare, hanno il loro fascino. Torniamo a Castello grazie all’ausilio del taxi di Ottavio.
Finora il tempo è stato dalla nostra parte con due bellissime giornate di sole, calde e terse, ma il terzo giorno han dato nuvolo con rovesci in tarda serata.

La sera siamo di nuovo al ristorante della sera precedente: stavolta viene servito dell’ottimo pesce spada, ma in quantità non sufficiente per saziarmi. Dopo cena passeggio in centro per Giglio Castello, borgo molto suggestivo, e per pura fortuna trovo ancora un locale aperto. Visione! Ne approfitto per prendere un bel panino caldo con la finocchiona… si sa, noi ragazzi abbiam da crescere!

La mattina del terzo giorno il cielo è pieno di nuvole. 
Il programma di Fiammetta è di scendere verso Giglio Campese e di proseguire verso la Punta del Faraglione. 
Ci dirigiamo dunque alla spiaggia ocra di Giglio Campese attraverso una vecchia mulattiera che scende al mare. 
Lungo il cammino ci imbattiamo in una vegetazione lussureggiante di lecceti, ulivi e corbezzoli. 
Notiamo che pian piano si sta facendo un grande lavoro di recupero dei terrazzamenti degli uliveti, ed è proprio piacevole vedere che ritornino alla luce gli antichi muretti a secco e le rustiche abitazioni dei pastori.

Arrivati nei pressi di Campese si può vedere con chiarezza la vecchia torre di guardia ubicata su un’isoletta a pochissimi metri dalla riva e le originali case dei pescatori. 

Proseguiamo il nostro cammino su un sentiero sulla scogliera fino a giungere appunto alla punta Faraglione, che si ammira sia da Giglio Castello che dalla punta nord orientale.

Per il pranzo scendiamo in una spiaggetta al riparo dal vento, una cala, come viene chiamata dalla gente del posto, particolarissima per via dello spesso tappeto di alghe appiccicosette che nel tempo si sono accumulate durante le mareggiate. 
Il mare è leggermente mosso e proprio poco distante c’è un grande scoglio. 
Naturalmente per molti la tentazione di fare l’ultimo bagno dell’anno è tanta, e nonostante la temperatura un po’ più frizzante ce lo siamo concesso e goduto lo stesso. Su quel grande scoglio sono riuscito ad arrampicarmi non senza difficoltà e fare un bellissimo tuffo a bomba, immortalato da chi già si immaginava che l’avrei fatto.

Dopo il pranzo a base di un’ottima focaccia gigliese, prodotto tipico fatto con  pomodori secchi, acciughe, peperoni e capperi, proseguiamo il cammino verso la cala dell’Allume, così chiamata grazie al minerale lì presente, simile allo zolfo per il colore.
A causa del peggioramento del tempo, per prepararci alla cena a Campese, alcuni di noi decidono di tornare a Castello con l’autobus, fare una doccia calda e ridiscendere al ristorante Zio Meino, che per cena ci serve antipasti e due primi a base di pesce. 
Veramente eccellente e abbondante! Per non farmi mancare nulla ho deciso di provare anche l’amaro del Giglio, gradevole e con uno spiccato aroma di ginepro locale, ed era proprio come mi aspettavo.
Torniamo agli alloggi con il taxi sotto la pioggia battente che per gli isolani è una grazia.

Siamo ormai giunti all’ultimo giorno della vacanza. Con un inusuale risveglio con la nebbia che mai più mi aspettavo di vedere al Giglio, facciamo l’ultima colazione al bar e poi dobbiamo scendere a Giglio Porto dove ci attende il traghetto. 

Fatti i biglietti ci imbarchiamo con il mare agitato. Salutiamo il Giglio ormai in lontananza e torniamo a Porto Santo Stefano diretti a Genova, contenti di questa super esperienza, ed io in particolare grato a mia mamma.
Ringrazio enormemente Fiammetta per l’organizzazione, Fulvio Schenone, il simpaticissimo Ghigo, grande intenditore di cucina, esperto guidatore di pulmini, grande intrattenitore, e Cinzia, grandissima fotografa, Edo e Irene e tutta la piacevole combriccola che mi ha accompagnato in questo viaggio.

Alla prossima e grazie a tutti!

Dario Barighini



 

 
Questo sito utilizza i cookies: per continuare a navigare sul sito è necessario accettarne l'utilizzo. Per ulteriori info leggi qui.
This site uses cookies: to keep on browsing you must accept them. For more info click here (italian only).