Spedizione Peru` 2003




Relazione spedizione



Organizzata dalla Commissione Centrale di Alpinismo della Giovane Montagna, si è svolta dal 1 al 22 di agosto la prevista spedizione 2003 in Perù. Pensata e realizzata con l'intento di portare aiuto e solidarietà alla nascente scuola di guide andine della Cordillera Blanca, organizzata in modo ineccepibile, non poteva che essere un successo.

Il programma, che ha avuto l'adesione di 23 soci delle sezioni di Torino, Moncalieri, Milano, Roma, Genova e Vicenza, prevedeva una prima parte alpinistica ed una seconda turistica.

La cronaca alpinistica fa registrare le salite dei monti Ishinca e Urus sopra ai 5.500 metri, e il purtroppo fallito tentativo al Tocllaraju 6.034 m. per cattive condizioni meteorologiche. Un merito indiscutibile della organizzazione è stato quello di mettere in condizione ogni partecipante alla spedizione alpinistica di raggiungere almeno una di queste cime.

La parte turistica della avventura peruviana ha portato i partecipanti a visitare nei primi dieci giorni la parte nord del paese e le vallate della Cordillera Blanca, e nella seconda parte del viaggio il centro sud con Cusco, Machu Picchu e Lima.

In un paese come il Perù non ci si riempie però delle cose che si sono fatte.

Piuttosto si torna con il cuore e la mente colme di quello che si è visto, toccato, odorato e con l'idea di aver conosciuto un paese affascinante, dai contrasti forti e dal gusto intenso e morbido insieme.

La terra arida e secca è capace, dove unita all'acqua, di essere fertile come poche. Il paesaggio monocolore e povero è ravvivato dagli incredibili colori delle stoffe e degli abiti femminili, da fiori bellissimi e da animali presenti ovunque, a convivere con quasi pari dignità con gli uomini.

Il contrasto evidente lo si nota nei bei volti delle giovani donne e in quelli consunti delle meno giovani, o negli aperti e cordiali sorrisi della gente che nascondono il carattere andino indipendente, disposto ad accettare tuttora una giustizia amministrata secondo leggi d'onore. Salta all'occhio prepotentemente l'assoluta povertà dei paesi di montagna e delle periferie, se messa a confronto con certa agiatezza delle città maggiori. Ancor di più se confrontata con il nostro modo di vivere.