Recensioni libri di montagna

MONTAGNE A BASSA DEFINIZIONE. GLI APPENNINI TRA CRISI DI IDENTITÀ E CAMBIAMENTO

Federico Di Cosmo (a cura di)

MONTAGNE A BASSA DEFINIZIONE. GLI APPENNINI TRA CRISI DI IDENTITÀ E CAMBIAMENTO


Questo libro nasce da un progetto accademico del Politecnico di Milano e raccoglie contributi di geografi, storici, architetti, scrittori e pianificatori. La domanda che attraversa tutto il volume è apparentemente semplice: gli Appennini sono davvero montagne? Oppure sono condannati ad essere per sempre le "Alpi di serie B"? Per noi che ci viviamo è una domanda interessante!
Di Cosmo parte da un'osservazione acuta: gli Appennini non soffrono di un deficit geografico, ma di un deficit culturale e narrativo. Sono montagne che esistono eccome, eppure restano percepite come un "non-ancora Alpi".
Il volume si articola attorno a tre nodi ben precisi.
Primo, il problema dell'identità: gli Appennini vengono costantemente raccontati attraverso retoriche opposte e ugualmente distorcenti — da un lato la promozione fatta di borghi, arrosticini, orsi e lupi; dall'altro lo stigma dell'abbandono e della marginalità; entrambe le narrazioni finiscono per oscurare la realtà.
Secondo, la crisi dello sci : la dorsale appenninica ha inseguito per decenni il modello delle stazioni sciistiche alpine, con cemento, comprensori e innevamento artificiale, senza mai avere né la quantità di neve adeguata né la morfologia adatta. La crisi di quel modello — accelerata dal cambiamento climatico — lascia però spazi aperti a cammini, itinerari geologici, storici, culturali, con la riscoperta e la rinascita di borghi abbandonati e di minoranze linguistiche illustri, il caso dell’Aspromonte con il sentiero degli inglesi è un esempio significativo.
Terzo, la questione demografica e progettuale: più del 50% dei comuni appenninici rientra tra le aree periferiche, ma è possibile progettare nuove soluzioni o attrarre nuovi montanari — restanti, ritornanti, nomadi digitali, migranti climatici — con strumenti flessibili e non rigidamente pianificati.
Tra i saggi pubblicati, spiccano a mio parere quello di Mauro Varotto, che introduce il concetto di "montagne di mezzo" e quello di Maurizio Dematteis, che racconta la parabola dello sci appenninico come una storia di identità sbagliata, inseguita e ora in piena crisi.
Noi della sezione di Roma abbiamo potuto toccare con mano gli scempi di villaggi turistici ormai in abbandono e la costruzione di fantomatiche piste, studiate in ambienti in cui la neve è discontinua e spesso con accumuli a rischio valanghe provocati dal vento.
Il libro ha il merito raro di essere insieme analitico e visionario, senza cadere nell'entusiasmo ingenuo del "ritorno ai borghi" post-pandemia né nel pessimismo rassegnato di chi vede solo spopolamento e marginalità. La proposta della "bassa definizione" come chiave interpretativa è originale: smettiamo di misurare gli Appennini con il metro alpino e impariamo a leggerne la continuità territoriale, le sue tante comunità linguistiche, culturali e gastronomiche, l'intreccio inscindibile di natura e presenza umana.
È un libro che vale la pena leggere, soprattutto se si è interessati alla questione delle aree interne italiane, al rapporto tra paesaggio e identità culturale, o semplicemente al destino di quella parte d'Italia che occupa la spina dorsale del Paese e che ancora non sa bene chi è e sta finalmente cominciando a scoprirlo.
Fabrizio Farroni
 
Federico Di Cosmo (a cura di), MONTAGNE A BASSA DEFINIZIONE. GLI APPENNINI TRA CRISI DI IDENTITÀ E CAMBIAMENTO, Donzelli Editore, 2025
 
 
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