Recensioni libri di montagna

La straordinaria avventura del CAI Fiume. Storia dei primi 140 anni della sezione (1885-2025)

Club Alpino Italiano - Sezione di Fiume ETS

La straordinaria avventura del CAI Fiume. Storia dei primi 140 anni della sezione (1885-2025)


Davvero inquieta e tutt’altro che lineare, la storia della città di Fiume. Punto di convergenza di un vasto entroterra croato, austriaco e ungherese, è un porto significativo, da sempre rivaleggiante (a livello regionale) con la Repubblica di Venezia.
Sottoposto a feudatari germanici, seppur con libertà di un sostanziale autogoverno, dal 1466 entra sotto l’influenza della Casa d’Asburgo e Ferdinando I le concede nel 1530 lo status di “territorio immediato” (Kronland, ossia non annesso ad alcuna provincia ma dipendente direttamente dal potere centrale). Nel 1719 Carlo VI le concede il privilegio di “porto franco”, con i relativi privilegi commerciali, primo dei quali l’esenzione doganale per le navi in entrata e in uscita. Aumenta di molto il traffico navale, anche se la crescita risulterà sensibilmente inferiore a quella della città “sorella”, Trieste, che ha la fortuna di affacciarsi sul versante austriaco dell’Impero. Fiume è invece lo sbocco naturale da e per il versante ungherese (circa due terzi delle merci hanno quella provenienza o direzione).
Venne, al termine della Grande Guerra, l’intricata vicenda istituzionale: la costituzione del Regno dei serbi, croati e sloveni nel 1918, l’occupazione alleata, l’avventura di D’Annunzio e infine, con il Trattato di Roma del 27 gennaio 1924 l’annessione all’Italia.
Ma i venti di sventura ricominciano a soffiare dopo appena quindici anni. Dopo l’8 settembre 1943 il clima diventa plumbeo: dai primi mesi del dopoguerra inizia l’esodo degli italiani e, sotto il dominio delle armate di Tito, la città cambia volto e nome.

In questo quadro così instabile si inserisce la storia del Club Alpino Fiumano, ora accuratamente descritta nel bel volume che ho tra le mani. Una storia complessa, difficile da ricostruire, anche perché con l’esodo andarono perduti tutti gli archivi; restano ad aiutare gli Annuari e, soprattutto, la rivista “Liburnia”.
Sorprendente, del resto, era stata la nascita stessa di un club di alpinisti fiumani, nel 1885. In una città di mare, con alle spalle solo modeste alture, sembrava già un azzardo. Ci volle l’entusiasmo di Ferdinando Brodbeck, buon alpinista viennese, giunto a Fiume come architetto incaricato della costruzione del teatro comunale. La sua Presidenza durò in realtà pochi mesi (conclusi i lavori del teatro, rientrò a Vienna), ma il dado era tratto.
Sorprende come il CAF orientò da subito le sue simpatie verso il CAI, pur mantenendo buoni rapporti con l’Osterreichische Touristen Club di Vienna (di cui Brodbeck era membro). La città di Fiume, del resto, è sempre stata prevalentemente di lingua italiana.
I contatti con Torino furono immediati, tanto che dal 1902 il CAF era rappresentato al Congresso annuale del CAI. Già nei primissimi anni alcune gite sociali si rivolsero a città italiane. Del 1888 quella a Bologna e, guarda caso, la Sezione del CAI di Bologna diventò socia del CAF. Perché, cosa sorprendente, erano ammessi anche “soci collettivi”.
Non traggano però in inganno tali simpatie italiane; nei suoi primi vent’anni il Club fiumano fu tranquillamente multietnico, non nazionalista. La virata all’irredentismo prese il sopravvento più tardi, negli anni Dieci. Scorrendo le biografie dei Presidenti dei successivi trent’anni si nota come quasi tutti loro siano stati a diverso titolo coinvolti nell’impresa fiumana.
Il Club di Fiume fu il primo delle “terre redente” a chiedere di entrare a far parte del CAI. Venne accolto, insieme alla SAT e alla Società Alpina delle Giulie, nel corso dell’Assemblea dei Delegati del CAI del 22 dicembre 1919.
Come tutti i sodalizi similari, anche nella storia di questo Club si sono alternati periodi di fervore organizzativo a periodi di stasi. A una visione più d’insieme, però, sorprende la creatività e l’impegno. Basti pensare che, tra il 1921 e il 1935, il CAF costruì ben sei rifugi, aperti tutto l’anno (erano a bassa quota) e frequentatissimi, tanto che in certi periodi l’uso dovette essere consentito ai soli soci.
Già nel 1939, però, l’attività dovette ridursi drasticamente; si paralizzò dopo l’8 settembre 1943: i monti erano teatro di movimento solo di partigiani e di truppe tedesche… Come da noi, i Rifugi furono distrutti per far terra bruciata ai “ribelli”: non sarebbero mai più stati ricostruiti. La Sede rimase chiusa; chi ne conservava le chiavi, partendo per l’esilio le consegnava a un altro. Finché non rimase nessuno.
I contatti non si persero, però, dall’altra parte dell’Adriatico. L’ultimo Presidente era stato Mario Smadelli, trentino giunto a Fiume per incarico della Banca d’Italia. Rientrato nella sua terra, invitò gli esuli in Bondone. Nel febbraio del 1949 lo raggiunsero più di cento e la Sezione del CAI di Fiume rinacque. Dapprima come sottosezione della SAT e dal 1955 come Sezione autonoma.
Come è facile immaginare, una Sezione sui generis, senza un ambito territoriale, senza prossimità dei soci distribuiti sull’intero territorio nazionale, con tutte le limitazioni che ciò comporta per la vita associativa; solo una forte identificazione poteva superare tali difficoltà.
I Raduni annuali, però, non sono mai venuti meno e il rimpianto dei Rifugi perduti fece germogliare l’idea di costruirne uno “in esilio”, come in esilio era l’intera Sezione. Gli sguardi si volsero subito alla testata della Val Fiorentina, di fronte alla Nord del Pelmo, luogo che aveva visto diversi campi estivi negli anni Trenta. Sorse così il Rifugio “Città di Fiume”, luogo identificativo per eccellenza. Dal 2022 ospita infatti anche la Sede legale della Sezione.
Nel 2012 il CAI Centrale, applicando l’art. 30 dello Statuto, ha riconosciuto quella di Fiume come “Sezione particolare”. Particolare davvero lo è, e stupisce la sua vitalità.
Marco Dalla Torre

Club Alpino Italiano – Sezione di Fiume ETS, LA STRAORDINARIA AVVENTURA DEL CAI FIUME. STORIA DEI PRIMI 140 ANNI DELLA SEZIONE (1885-2025), pp. 224, stampato in proprio.
Il volume può essere acquistato scrivendo a segreteria@caifiume,it.
 
Questo sito utilizza i cookies: per continuare a navigare sul sito è necessario accettarne l'utilizzo. Per ulteriori info leggi qui.
This site uses cookies: to keep on browsing you must accept them. For more info click here (italian only).