Sezione di Venezia



Relazione morale del Presidente 2018




Porgo a tutti voi carissimi soci il più cordiale saluto
Impegno e osservazioni sulla vita associativa 2018
La sezione di Venezia anche quest’anno ha organizzato una ricca attività. 
Le attività di punta rischiano di escludere dalla partecipazione i soci che non hanno capacità tecniche adeguate. Questo è un problema sul quale riflettere. L’associazione è di tutti, per questo tutti hanno diritto di essere tenuti in considerazione. 
Perciò per il prossimo anno dovremmo valutare programmi con escursioni che rispondano maggiormente alle attese di tutti. Certo si dovrà puntare anche in alto, altrimenti si rischia di far poca montagna e di creare un’associazione vicina al turismo. 
La sezione non è più giovane, avrebbe bisogno di un rinnovamento generazionale, tuttavia possiede ancora energie abbastanza forti da trovare un modo nuovo che attiri i giovani e nuove iscrizioni. 
Possiamo tuttavia affermare che la sezione esprime una forte appartenenza per quanto riguarda l’identità e una buona preparazione tecnica. 
Lo dimostrano le tante gite realizzate in ambienti severi di montagna, percorrendo sentieri alpinistici di notevole impegno. Di pari passo è andato l’escursionismo. 
Infatti, gli itinerari proposti hanno una duplice valenza, dare la possibilità a chi possiede una buona preparazione alpinistica di soddisfare le proprie aspettative, lo stesso per chi ama l’escursionismo a buoni livelli. 
Poche le proposte com’è stato detto all’inizio della relazione per chi non s’inserisce in questo parametro. Aldilà di tutto questo le attività sono state partecipate con un buon numero di soci.  
Entriamo ora nel programma 2018 in modo più specifico. Le gite invernali con le racchette da neve hanno avuto un notevole successo. Partecipato il soggiorno invernale a San Martino di Castrozza che ha visto la soddisfazione dei partecipanti e la richiesta di un maggior potenziamento, anche in altra località.
Nella stagione primaverile sono state compiute alcune uscite in palestra di roccia per preparare alcuni soci ad affrontare in sicurezza le attività estive alpinistiche proposte.
Il programma estivo è stato intenso e di “punta”, tra cui il trekking sulle Alpi Giulie.  Il Raduno Intersezionale Estivo sull’Alpago, organizzato dalle sezioni di Padova e Venezia, ha visto una forte partecipazione e impegno delle forze sezionali lagunari.
In sostanza tutto il programma proposto è stato compiuto, anche per merito di molti soci che hanno offerto la propria competenza e la propria disponibilità.
 Il consiglio di presidenza lavora con impegno ed è molto partecipativo nelle attività della sezione, segue l’andamento dell’associazione e si fa carico dei problemi. 
Toccando la questione economica, non mancano le difficoltà.  Per far quadrare il bilancio e per coprire qualche mancanza si ricorre a una maggiore sensibilizzazione tra i soci più generosi o a quelle poche attività turistiche. Finora sono problemi non presi in adeguata considerazione, anche perché fino quando una comunità lavora questo problema non sussiste.
Apro alcune considerazioni sugli incontri intersezionali proposti dalla Presidenza centrale, quali la benedizione degli alpinisti e degli attrezzi, i raduni internazionali e l’Assemblea dei Delegati.
La sezione ritiene sostanziali questi incontri comunitari che sono una vera e propria risorsa per la vita associativa. 
Ora bisogna affrontare la realtà, si riscontra da parecchi anni da parte dei soci di quasi tutte le sezioni una certa disaffezione, specialmente tra quelle che hanno dei numeri consistenti di iscritti.
Normalmente la sezione di Venezia partecipa a questi incontri, non sempre i numeri corrispondono alle aspettative, ma questo è un fatto normale. In realtà  una volta la partecipazione era maggiore.
Siamo pienamente convinti che la cultura dell’incontro sia un fatto sostanziale per la vita e la crescita di ogni comunità. Chi esprime la necessità di vivere una vita associativa solamente nell’ambito della propria sezione la priva di un’esperienza di crescita, di condivisione, di unità e rischia di impoverirsi.
Non tutti gli anni la partecipazione è nella stessa misura, sopprimendo tali eventi si uccide la continuità, la trasmissione dei valori, s’interrompe l’amicizia e si spengono gli entusiasmi.
La mia opinione è che si possano cambiare le modalità degli eventi, ma è sostanziale proseguire con la cultura dell’incontro.
Ci è stato chiesto per quale motivo i soci non partecipano o partecipano in pochi.
Entrare nel cuore degli associati è difficile. L’appartenenza ha sempre bisogno di un’azione di richiamo umano e creativo. Non si possono organizzare eventi nello stesso luogo, senza un minimo di fantasia e creatività. Chi s’impegna a tal fine deve lavorare con massimo impegno offrendo ai partecipanti un’opportunità che alimenti l’appartenenza dell’associato. 
E’ sostanziale da parte di chi ha ruoli dirigenziali nella sezione promuovere l’appartenenza e la ricchezza dei rapporti associativi.
Per quanto riguarda il problema della partecipazione all’assemblea dei delegati un ostacolo è costituito a volte dall’impegno economico a carico del delegato. 
Chiudo queste considerazioni sulla vita associativa della sezione di Venezia, rimanendo in attesa di eventuali suggerimenti da parte del corpo sociale.
Tita Piasentini, presidente.
Venezia,17 novembre 2018