Sezione di Venezia



Relazione morale del Presidente 2015



Venezia, 7 novembre 2015

Porgo a tutti voi il più cordiale saluto.
Prima di entrare nel merito delle attività dell’anno trascorso desidero esprimere  alcune considerazioni circa l’andamento sezionale.
Si accentua maggiormente una minor disponibilità al servizio, all’altruismo e al bene comune, frutto di una società individualistica ed edonistica. Ma non mancano però cenni di ripresa  e di volontariato libero e gratuito. In questa panoramica la sezione ha lavorato bene e molti hanno dato il massimo della propria disponibilità con generosità e con forte spirito di appartenenza. In questo quadro la crisi economica e finanziaria ha messo maggiormente a prova la vita quotidiana.  Di conseguenza anche tutte le associazioni di volontariato hanno sentito la crisi e quindi anche la Giovane Montagna.
Fatta questa premessa relaziono in maniera sintetica la vita associativa di quest’anno mettendo in evidenza le attività principali.

Il 2015 è stato un anno di attività intensa, nel corso del quale non si era ancora del tutto spenta l’eco dell’anno del centenario, che ha coinvolto e mobilitato attorno ad un obiettivo comune tutta l’Associazione.
L’anno si è aperto come di consueto con le quattro uscite di gennaio e febbraio, quest’anno nella zona di Cortina, dedicate al corso sci di fondo e alle gite con le ciaspe, attività ormai di forte richiamo, ogni gita ha visto infatti la partecipazione di circa 40 persone tra soci e non.
Sempre nell’ambito delle attività invernali, alcuni soci hanno partecipato al rally, al quale la Sezione negli ultimi anni si è dedicata con impegno, spesso con buoni piazzamenti.
Sono state intense le tradizionali attività alpinistiche ed escursionistiche. Si contano dieci gite escursionistiche, che hanno costituito un’ampia offerta, adatta alle possibilità dei più. La partecipazione è stata buona, anche se è sempre più difficile registrare i numeri di partecipanti di qualche anno fa.
L’attività d’avanguardia dal punto di vista alpinistico è stato il corso di introduzione all’alpinismo, la gita di due giorni in alta quota (quest’anno il Piz Palù) e la partecipazione all’aggiornamento roccia proposto dal C.C.A.S.A.
Elenco le attività di più ampio respiro, il consueto trekking di quattro giorni e il trekking all’estero, rispettivamente nel gruppo delle Marmarole e sui monti della Macedonia, alla ricerca di nuovi ambienti e nuovi paesaggi.
Le attività culturali sono consistite nell’organizzazione di alcune serate con la proiezione di immagini e filmati, su aspetti strettamente alpinistici o di più ampio orizzonte culturale.
Altre attività sono ormai diventate appuntamenti tradizionali della Sezione.
La gita culturale che di solito precede, in primavera, l’attività escursionistica, il cui inizio è segnato dal rancio all’aperto, momento conviviale sempre sentito e partecipato dai soci.
La “falesiata”, che abbina l’arrampicata all’attività escursionistica. La biciclettata, sempre in parallelo con un’escursione.
Un buon interesse è suscitato dalla sintesi tra turismo, trekking e cultura, quest’anno si è trattato di quattro giorni in Abruzzo, nella zona del massiccio della Maiella. Alcuni soci hanno raggiunto la Cima del Monte Amaro.
La gita per famiglie vede sempre una numerosa partecipazione di adulti e bambini.
I tradizionali appuntamenti natalizio e pasquale sono opportunità di arricchimento spirituale e occasione di incontro tra i soci.
Buona anche la partecipazione alla vita di sede, con una discreta presenza dei soci nei due giorni di apertura.
E’ anche sempre presente l’attenzione a condividere momenti significativi con le altre Sezioni, in modo particolare nell’importante appuntamento della benedizione degli alpinisti e degli attrezzi.
Meno numerosa, ma non meno significativa, la partecipazione ad altre opportunità di amicizia e condivisione con altre Sezioni, come il soggiorno estivo, il trekking turistico e l’Assemblea dei delegati.
Bilancio positivo quindi, pur con le difficoltà che tutte le associazioni incontrano nel proporre un calendario sempre fitto, nel mantenere alto il livello di partecipazione e nel ricambio generazionale.
Come si vede, pur nel quadro della premessa, la sezione cammina e si prepara nel 2016, già alle porte, a celebrare il 70° di fondazione.
Perciò un anno importante nel quale la sezione dovrà maggiormente impegnarsi per eventi celebrativi, ma soprattutto per rigenerarsi per poter andar oltre e riprendere un cammino mirato ai giovani, educandoli alla cura del creato, alla passione per la montagna e all’amore per le “terre alte”.
Termino ringraziando quanti hanno lavorato, in special modo l’attuale consiglio di presidenza in scadenza del quale posso dire con franchezza che è stato il motore trainate dell’intero biennio.
Auguro al nuovo consiglio che sta per essere eletto buon lavoro e che sappia interpretare i segni dei tempi e sia fedele ai principi statutari.
Che la Giovane Montagna sia per tutti noi fonte viva da cui attingere ogni nostro desiderio di felicità e libertà!

Tita Piasentini, presidente