Recensioni



Alfredo Tradigo
Per salire bisogna crederci



Per salire bisogna crederci Il titolo può far pensare alla determinazione interiore necessaria per affrontare la fatica e i rischi insiti nella pratica dell`alpinismo. Però il sottotitolo (Itinerari di fede e montagna) e l`introduzione del cardinale Ravasi (Una scala verso il cielo) permettono subito di capire che c`è qualcosa di più: “la montagna come luogo dove scoprire e coltivare la propria anima”. Il riferimento al sacro costituisce il motivo dominante del libro, in modo esplicito nella parte iniziale, che un armonico filo di continuità collega ad una parte di carattere più storico-culturale. Nei primi nove capitoli troviamo la simbologia delle montagne nella Bibbia e nel Vangelo, il Cristo delle Dolomiti, la Piccozza di Frassati, la Giovane Montagna, il Teologo della Montagna (papa Wojtyla), le Croci di vetta, i Santuari - Eremi - Sacri Monti, in cui le montagne sono sentite come “luoghi elevati dove è possibile ritirarsi dal mondo ed entrare in contatto con Dio”. I successivi sei capitoli hanno un contenuto più “culturale”, ma sempre illuminato dal senso del sacro, ed offrono suggestive presenze della montagna in tante alte espressioni di sensibilità e umanità: l`arte, la poesia, il canto, la fotografia, la guerra, il soccorso alpino. Un capitolo intermedio collega le due parti: è intitolato “Storie e volti d`alta quota” e descrive belle figure di alpinisti credenti: fra questi, Giovanni Gnifetti, Amé Gorret, Pio XI, Don Gnocchi, Don Arturo Bergamaschi, Oreste Forno e Armando Aste. Di piacevole lettura e corredato da bellissime fotografie con efficaci didascalie, è un libro gratificante per noi di Giovane Montagna. Infatti si parla più volte di noi: nel capitolo dedicato alla “Piccozza di Pier Giorgio Frassati” (dieci pagine con belle fotografie) Luigi Tardini racconta la salita del 2006 per portare la centenaria piccozza di Piergiorgio in vetta al Monte Bianco; fra i santuari mariani viene citata la nostra cappella-rifugio sulla vetta del Rocciamelone; tante pagine (Cento anni di amicizia sulle Vette) sono dedicate a Giovane Montagna, alla sua pedagogia dello spirito, ai nostri bivacchi e rifugi, alla Rivista di vita alpina. Vi troviamo una foto storica in cui ben si riconosce il past president Piero Lanza ed una “Preghiera”, che ci viene attribuita ma che non corrisponde però alle nostre Annotazioni. Infine il ricordo di Armando Aste, che ci fa orgogliosi di averlo avuto come socio onorario, con la rievocazione delle sue imprese alpinistiche più prestigiose, e il “sofferto cammino dell`uomo verso la meta eccelsa della Conoscenza Suprema”. In una simpatica nota finale intitolata ”Non sono un alpinista”, l`autore, giornalista e scrittore, racconta il suo rapporto con la montagna. È libro che è bene non manchi nella biblioteca delle nostre sezioni. Una eventuale riedizione andrà a sistemare le evidenziate inesattezze.

Ilio Grassilli

Per salire bisogna crederci, di Alfredo Tradigo, Casa Editrice Mimep-Docete 2018, Euro 24.




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