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Julius Payer
Brenta, Adamello, Ortles - Le esplorazioni alpinistiche 1864-68



Brenta, Adamello, Ortles - Le esplorazioni alpinistiche 1864-68 Il Cai Brescia ha pubblicato un pregevole volume coi testi di Julius Payer sull`esplorazione di Brenta, Adamello e Ortles tra 1864 e 1868.
Julius Payer è personaggio noto per le sue esplorazioni di 150 anni fa nel settore lombardo/trentino con l’importante “prima” in vetta all`Adamello, e questo volume ce lo fa scoprire: un`opera di grande interesse storico e documentario dovuta al ricercatore e alpinista Francesco Mazzocchi, pubblicato dalla Sezione di Brescia in affiancamento all`Editrice Grafo. Ma il volume si occupa anche del Payer come “prodotto” dell’affascinante mondo della seconda metà di un Ottocento proteso alla “conoscenza” in ogni campo: politico, sociale, scientifico, tecnologico e - questo è il nostro caso - geografico.
I testi portanti del volume sono comunque i`accurata traduzione (testo tedesco a fronte) di quanto Payer scrisse sull`esplorazione tra 1864 e 1868 nelle Dolomiti di Brenta e nei Gruppi Adamello-Presanella e Ortles-Cevedale; attività da lui iniziata in veste di solitario outsider in un teatro che all`epoca poteva apparire quale monopolio degli agguerriti inglesi dell`Alpine Club, con molti bei nomi che ancora oggi contrassegnano la topografia alpina, come Freshfield, Tuckett, Walker, Ball, ecc.
Qualche nota sul Payer: personaggio ambizioso, anticonformista e “spirito libero" nonostante lo status di militare, la cui carriera - pur brillante - fu anche segnata da contraddizioni e fallimenti sul piano relazionale in generale, oltre che sentimentale/familiare. La sua notorietà si estese poi a livello internazionale grazie a grandi imprese polari coronate dalla scoperta nell`Artico dell`arcipelago che battezzò “Terra di Francesco Giuseppe".
Personaggio singolare questo ufficiale boemo, classe 1841, che esaurì la sua attività alpinistica propriamente detta a soli 27 anni e che a 33 lasciò stizzito la carriera militare a causa di malevolenze seguite (accade sempre ...) alle sue imprese polari. Dopo belle frequentazioni di non poco conto come il Grossglockner e il Grossvenediger, fu determinante per lui la "prima" sull`Adamello. La conquista della vetta avvenne il 15 settembre 1864, cui seguì dopo pochi giorni il tentativo alla supposta vergine Presanella, ma solo per scoprire in vetta di essere stato preceduto una ventina di giorni prima dai britannici Beachcroft, Walker e Freshfield!
I testi di Payer, tradotti e presentati integralmente per la prima volta dopo 150 anni “fotografano" l`evoluzione della sua attività. Per quanto concerne il Brenta non si tratta di esplorazione in senso stretto, bensì di una sola traversata (anche avventurosa, date le scarse conoscenze dell’epoca) da Molveno a Pinzolo con l’attraversamento della Bocca di Brenta. La ricchezza delle annotazioni dà già conto dell’inesausta curiosità intellettuale, ambientale e scientifica del personaggio.
Per quanto concerne l`Adamello il contenuto “esplorativo" è più ricco, tanto più chela zona è di confine e i rilievi cartografici del Payer costituiscono un patrimonio che poi stimola l`interesse del Ministero della Guerra austro-ungarico sull`attività del giovane e squattrinato ufficiale boemo. Ne deriva un supporto "istituzionale", più forte di risorse in uomini e mezzi, grazie al quale viene passato al setaccio (con pregevoli esiti anche cartografici) l`intero gruppo Ortles-Cevedaie, pur esso come l`Adamello al centro dell`attenzione dello Stato Maggiore Imperiale per la sua posizione di confine.
Payer qui si ribadisce come uomo attento anche al panorama ambientale e antropico, e ne derivano nel ibro notazioni sorprendenti, interessantissime. Non solo il giovane ufficiale-alpinista-esploratore è attentissimo ai fenomeni naturali (il regresso dei ghiacciai, ad esempio), ma anche all`influenza dell`uomo sull’ambiente (il disboscamento indiscriminato per sostenere le attività economiche, come la fabbricazione del vetro), ma anche alla vita delle comunità alpine in condizioni che ancora allora appaiono primitive. Comunità che, si scopre, conoscono fasi di relativo “respiro” economico solo in caso di crisi militare o guerra con l’ltalia!
Un volume per buoni palati, insomma, immancabile nella biblioteca di un cultore della storia della conoscenza delle nostre Alpi, storia che finora è affidata a memorialistica di fonte inglese, pure interessante ma limitata a osservazioni spesso frutto di atteggiamenti da sportmen facoltosi, frettolosi e avidi di conoscenza, anche se solo epidermica.
Payer si spense nel 1915 e fu sepolto a Vienna e il suo nome resta meritatamente qua e là nella topografia delle “sue” montagne e delle plaghe artiche da lui esplorate, ma più singolare di tutti è quel Rifugio Payer, a oltre 3.000 metri di quota sulle pendici dell`Ortles, che fu inaugurato col suo nome nel 1875, lui vivente, solo 44enne e non più in attività alpina: un unicum!

Franco Ragno

Julius Payer, Brenta, Adamello, Ortles – Le esplorazioni alpinistiche 1864-68, a cura di Francesco Mazzocchi, CAI Sezione di Brescia - Grafo, Brescia 2017
Cartonato, cm 21x30, pp 400 (Euro 35.00)




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