Recensioni



Lynette Oatese e Ian Sproule
Partigiani australiani nel biellese - Una storia vera d`amore e di guerra



Partigiani australiani nel biellese - Una storia vera d`amore e di guerra Nelle forze armate cosiddette "britanniche" operavano militari di tutte le nazionalità del Commonwealth e tra questi anche gli australiani, ai quali si deve poi una piccola ma significativa memorialistica sull`odissea dei loro prigionieri di guerra evasi dai campi di concentramento del Nord Italia nella “grande confusione" del tragico 8 settembre. Una delle opere apparse su questi argomenti in quel lontano paese ha avuto recentemente una traduzione italiana dal titolo Partigiani australiani nel biellese - Una storia vera d`amore e di guerra.
Il volume chiude idealmente una trilogia “piemontese” iniziata con un primo libro sulla tragedia del passo Galisia nel novembre 1944: una quarantina tra partigiani ed ex prigionieri di guerra letteralmente “sterminati" da valanghe e bufere di neve nel tentativo di passare in Val d`lsère dal Canavese. Si veda, a tal proposito, quanto pubblicato su queste pagine nel n. 4/2016.
La rievocazione di quella storia innescò un approfondimento sul fenomeno complessivo - nel Canavese e nell`intero Piemonte - della "gestione" da parte di popolazione e forze della Resistenza, degli ex prigionieri di guerra alleati, coinvolti o meno nella Resistenza stessa ma comunque orientati all`espatrio in Svizzera o (quando liberata) in Francia. Ne nacque un secondo volume degli stessi autori e per la stessa editrice, (Helpers & PoW il titolo), pure esso oggetto di un articolo su questa rivista (vedi sul n.3/2017 "Ma che popolo siete?").
Non era finita: anche in questo caso si aprì un`altra pista d`indagine che rivelò l`esistenza di un volume autobiografico di un ex prigioniero australiano alla macchia sui monti del biellese, nel quale comparivano riferimenti alla tragedia del “Galisia". L’acquisizione del volume non portò altre informazioni su quel fatto specifico ma aggiungeva nuove conoscenze sulle vicissitudini degli ex prigionieri in quella regione, portando così a una edizione italiana con la mobilitazione delle stesse forze cui si dovevano i volumi precedenti, tra l`altro ancora col coinvolgimento dei ragazzi della 5B, Liceo Scientifico “A. Moro" di Rivarolo Canavese, per la traduzione dall’originale.
In questo volume autobiografico del soldato lan Sproule (assistito da Lynette Oates) non c`è molta montagna, salvo le inevitabili annotazioni sull`ambiente in cui i transfughi protagonisti erano costretti a nascondersi e a operare, oltre al racconto della glaciale anabasi di nove giorni sofferta nel dicembre del `44 per lo scavalcamento ad alta quota del crinale alpino per trovare rifugio nella Francia liberata.
ll volume prende le mosse dall’arruolamento in Australia con poi l`avvio al fronte dell`Africa settentrionale, Tobruk, El Alamein, la cattura, la prigionia nel biellese e il lavoro coatto in risaia. Poi la narrazione entra nel vivo con l’infausto 8 settembre, la fuga e l`inattesa protezione ricevuta da parte della popolazione, nostante il pericolo di delazioni e di ricorrenti "retate" ad opera di formazioni militari tedesche e fasciste, con l`inevitabile contorno di spietatezze. A proposito di spietatezze l`australiano non nasconde lo sconcerto suo e dei suoi amici nel constatarne l`esistenza, immotivata e feroce, anche nelle file della formazione partigiana in cui si trovano cooptati (formazione di estrazione comunista il cui capo è denominato, non a caso, “Stalin").
A tutto ciò s`intreccia una delicata storia d’amore tra lan e Elda, una ragazza della comunità di Graglia, presso Biella, protagonista dell’azione di aiuto a lui e ai suoi amici; storia però interrotta dopo più di un anno alla macchia in quella zona, da un improvviso e tribolato espatrio dell`australiano verso la Francia. ll protagonista non nasconde l`immediato sconcerto e poi il continuo rimorso per l’abbandono senza preavviso della ragazza e, nonostante il ritorno in Australia e a una vita normale (lavoro, matrimonio, figli), appare come perseguitato dal ricordo dell’inadempienza delle lontane promesse fatte a Elda.
Infine, una sorta di “lieto fine" chiude la storia con quarant`anni di ritardo sugli eventi principali, grazie al viaggio italiano di una figlia del protagonista che riesce a incontrare Elda e ne riferisce al commosso e anziano genitore.
Un volume interessante: una storia “piccola” che incrocia quella “grande” e apre l`ennesima finestra su come la popolazione civile italiana, soprattutto nelle aree rurali, ha vissuto quel periodo oscuro, drammatico e pieno di pericoli oltre che di dubbi e incertezze sul presente e sul futuro.
La lettura offre qualche spunto per qualche osservazione di un qualche interesse anche su temi collaterali, come ad esempio la sensazione del gruppetto di australiani, dopo essere rientrati nelle file amiche in Francia, di essere ignorati, incompresi e perfino sgraditi, tanto da suggerire un parallelo con tante memorie del ritorno in Patria di reduci italiani dalla Russia …
Infine ci sia permesso sottolineare il frequente compiacimento di Sproule su un preteso carattere nazionale australiano fatto di insofferenza alle regole, col condimento di una robusta dose di spavalderia un po` presuntuosa. Ne deriva anche la scarsa considerazione per i militari di altre nazionalità, si tratti di inglesi, americani o (soprattutto) italiani, ma con qualche eccezione per i tedeschi. A completare la personalità del protagonista compaiono infine, qua e là, sorprendenti prese di posizione e atteggiamenti improntati a una fede religiosa apparentemente molto intensa.
Tutto ciò, nei suoi aspetti apprezzabili o discutibili che siano, non toglie interesse al volume, e se l`uomo lan Sproule, il protagonista, appare complicato, lo sono anche gli eventi che ha attraversato.

Franco Ragni

Partigiani australiani nel biellese- Una storia vera damore e di guerra, di Lynette Oates e lan Sproule, Ed. Balma & Ronchetti, Castellamonte (TO) 2017. Ed. italiana tradotta e curata da Claretta Coda, Maria Elena Coha, Massimiliano Vigna, con la collaborazione alla traduzione dei ragazzi della classe 5B, Liceo Scientifico “A. Moro" di Rivarolo Canavese




Elenco recensioni