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Roberto G. Colombo
Dai banchi di scuola ai sentieri di montagna



Dai banchi di scuola ai sentieri di montagna “Sintonizzatevi sulla frequenza della natura" se lo sentono ripetere da anni talune classi di un liceo ligure, non da un insegnante di scienze naturali ma da un “prof" di filosofia. Siamo di fronte a un caso di esperienza pedagogica tutta particolare (di Scuola gioiosa) che ci rimanda a quanto ebbe a praticare Rodolphe Töpffer nel suo college residenziale di Ginevra e portato a conoscenza di un più largo pubblico, anche non legato alla didattica, con una serie di fortunatissimi libri (Excursions dans les Alpes, Voyages en zig-zag, , Voyage autour du Mont Blanc).
Di questa esperienza già s`è occupata Giovane Montagna nel fascicolo 1/2007 gennaio/marzo (Rodolphe Töpffer, pedagogo peripatetico).
Ora questo impegno di “scuola gioiosa" lo ritroviamo nella pratica, in un contesto sociale tutto diverso, del professor Roberto Colombo, che non ha smesso di “insegnare filosofia", ma che si è prefisso di sminuzzarla ai suoi allievi proponendo loro di condividerla con una sua passione di fondo: l`escursionismo e la montagna.
Sì, perché provenendo da una formazione scoutistica, è convinto che la pratica della montagna sia un momento di confronto con se stessi, di assimilazione di componenti formative utili, qualsiasi sia la strada che un giovane intraprenderà.
Parla ai suoi giovani Colombo e dice loro che: «Un trekking insegna cosa è essenziale e cosa è superfluo. Lo verifichi quando prepari il sacco››. E ancora: «Nel momento in cui ci prepariamo ad una esperienza di cammino si riconosce la propria condizione di ospite, si dismette l’abito del proprietario e si assume quello delI`esploratore. Dell’esploratore consapevole e rispettoso».
E’ da un paio di lustri che il professor Colombo vive questa esperienza, ora consolidatasi con una struttura un attimo più organizzata, il GMC (Gruppo Montagnardo Colombiano). Iniziò quando dopo qualche proposta di escursioni extrascolastiche maturò, attraverso un approfondimento in classe, qualcosa di rivoluzionario nel contesto della gita scolastica di fine corso. L`autogestione della stessa, sostituendo le abituali proposte di agenzia con un “Trekking filosofico". Un progetto che prevedeva momenti di approfondimento su temi di pensiero specifici e che si presentava come radicale novità rispetto alle solite mete turistiche, dispersive e dispendiose. Considerate oltretutto discriminanti per il loro costo.
“Trekking filosofico", che nella prima edizione prevedeva quattro giorni nella Val d`Aveto e nella Val Nure, itinerari di casa, non noti ai più degli allievi.
Per una serie di fortunate circostanze la proposta superò tutte le trafile burocratiche ed ebbe il placet della direzione d`istituto.
L`eco della novità si espanse e diede forza ad iniziative più coinvolgenti ed impegnative, come il Trekking del Monviso e quello in Islanda e poi a mete più alpinistiche.
Di tutta questa attività dà documentazione il volume qui presentato, dal sottotitolo: “ 150 giorni di straordinarie camminate con i miei studenti", ricco di entusiastiche testimonianze di allievi. Una esperienza di cui il professor Colombo ha parlato in una serata promossa dalla nostra sezione di Genova e sulla quale sarebbe opportuno che tutte le nostre sezioni riflettessero per capire meglio come “spiegare” la montagna ai giovani, sicuro bacino per il nostro futuro associativo.
Come dire: prima della meta il pensiero.

Giovanni Padovani

Dai banchi di scuola ai sentieri di montagna. 150 giorni di straordinarie camminate con i miei studenti, di Roberto G. Colombo e i ragazzi del GMC, Erga edizioni, pagine 160, euro 18



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