Recensioni libri di montagna

Il cielo più vicino - la montagna nell'arte

Vittorio Sgarbi

Il cielo più vicino - la montagna nell'arte


Abbagliati dalla visione della montagna a tratti consumistica o solo turistica-sportiva, siamo disabituati a considerarla nella sua essenza visiva, meno edonistica e più spirituale.
In soccorso viene quest’ultima fatica del critico d’arte Sgarbi - “Il cielo più vicino, la montagna nell’arte” -, che ci sembra riacquistare la voglia e la sapienza dei primordi, con lo sguardo più puro della ricerca, nel disvelamento dell’opera d’arte: quasi una lezione guidata di contemplazione dell’opera d’arte, seguendo il filo cronologico della rappresentazione, da Giotto a Mantegna, da Leonardo a Tiziano, fino a celebrare Friedrich, il cui “Viandante sul mare di nebbia”, che domina la copertina del libro, ci ricorda che anche noi, saliti in cima alla montagna, avviciniamo il cielo in simbiosi con la natura da contemplare.
«L’anima di Friedrich è profondamente cristiana e la sua concezione della natura, con il suo grandioso respiro, corrisponde perfettamente al limite dell’uomo di fronte all’immensità del divino», scrive Vittorio Sgarbi. E ancora: «Dio sta nell’uomo che contempla gli elementi della natura … Dio sta nel pensiero dell’uomo, che sa la sua precarietà, la sua finitezza e, perciò, si fa divino».
Sgarbi traccia un percorso di ricerca che spazia accompagnandoci tra le inquietanti visioni del romanticismo fino ai colori bucolici di Segantini ed alle avanguardie del ‘900, quando la fantasia diviene la traccia (anche geometrica) per descrivere il paesaggio e la montagna, come in Depero, Sironi e Buzzati. Oppure quando la montagna diventa la proiezione di uno stato d’animo, come in Vincent van Gogh, che «non dipinge la realtà di un paesaggio, di un cielo, ma la propria condizione interiore».
Il critico qui ritrova i tratti dell’insegnante, lontano una buona volta dalla più recente veste di polemista televisivo. Ispirato dallo sguardo innocente e infantile sui monti, conferma la sua acuta capacità di lettura e memoria visiva, che si alimenta di una solida cultura.
Farsi piccolo per tornare grande: potenza dell’Arte! «L’arte ha dato un volto alle emozioni che animano chiunque si avvicini alle Alpi, le cui vette creano effetti straordinari, sorprendenti, come fossero creazioni artistiche, ma creazioni di Dio, di un Dio che diventa artista».
Un’interessante sezione del libro è dedicata all’analisi contemporanea, toccando la nascita del turismo montano e il ruolo della fotografia e della grafica, che narrano con un linguaggio nuovo la spiritualità delle terre alte.
Nella lettura abbiamo provato a cercare qualche assenza di rilievo. Infatti, nella compilazione delle schede critiche, limitando la ricerca ad una trentina di artisti (grandissimo lavoro comunque!), forse si poteva fare qualche riferimento all’espressione totale dell’arte del paesaggio rappresentata dal surrealismo di Dalì, oppure estendere l’analisi a Lorenzo Ghiberti e Andrea Della Robbia, oppure a qualche altro esponente del Rinascimento come Domenico Ghirlandaio.
In conclusione, il nuovo libro di Vittorio Sgarbi, riccamente illustrato, è comunque un saggio utilissimo a comprendere come la storia dell’arte italiana e internazionale possa trasmettere ancora oggi il brivido della verticalità della montagna.
Andrea Ghirardini

Vittorio Sgarbi, Il cielo più vicino, la montagna nell’arte, La nave di Teseo Editore, 2025, p. 312
 
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