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Assemblea dei Delegati 2018: Avanti con fiducia e coraggio verso il rinnovo generazionale



Assemblea dei Delegati 2018: Avanti con fiducia e coraggio verso il rinnovo generazionale

Ad Arenzano (GE) il 27 e 28 ottobre si sono riuniti i delegati per l'assemblea annuale. Un mare mosso e spumeggiante, preludio di una mareggiata ancor più violenta e devastante, ha accolto i delegati ad Arenzano, bel paesino della costa genovese, posto ai margini del parco regionale del Beigua, patrimonio dell'Unesco.
La pioggia insistente ha creato lievi disagi nei trasferimenti, ma ha contribuito a rinsaldare i delegati, riuniti nel teatro annesso al santuario del Bambin Gesù di Praga, per due mezze giornate intense di lavoro, confronto, ascolto, assunzione di decisioni.
A fare gli onori di casa erano i soci della sezione di Genova in occasione dell'ottantesimo di fondazione e lo hanno fatto con un'organizzazione impeccabile. La loro giovane e dinamica presidente, Simona Ventura, con parole sentite ha dato l'avvio ai lavori, invitando a riscoprire la nostra umanità, trattarci bene tra noi, ripensare ad una cosa bella vissuta in Giovane Montagna come viatico per una riflessione profonda e per uno sguardo motivato al futuro.
L'assemblea ha quindi avvallato convinta l'invito di Simona a nominare come proprio presidente il navigato e plurititolato Luciano Caprile, che ha dato il giusto ritmo agli interventi, accompagnandoli con contenuti ma energici rilievi dettati dalla sua esperienza e dall'amore per l'associazione.
Maurizio Cattanei, Consigliere centrale CAI, ha portato il saluto dei presidenti centrale e regionale del Club. Si è detto felice di aver avuto modo in questa occasione di approfondire la conoscenza della nostra associazione e dei suoi valori così significativi, augurandosi la crescita della collaborazione e conoscenza reciproca.
Ha fatto seguito l'intervento di padre Nicola Gay s.j., presidente dell'associazione San Marcellino, dedita a persone senza fissa dimora. La presentazione dell'esperienza dei campi estivi in montagna a Rollieres (Alta Val di Susa) ha consentito di approfondire le dinamiche positive che il contatto con la natura e la vita comunitaria riescono a generare. Si può riscoprire il proprio essere umani, ritrovare stima di sé e dell'altro, riconoscere ed accettare i propri limiti, rileggere la propria vita anche alla luce della Parola di Dio. Da questo intreccio di montagna e vita emergono quindi valori reali da scoprire e valorizzare. Un connubio che i soci GM conoscono bene, ma che ha ricevuto rinnovato impulso e senso attraverso il racconto di padre Nicola.
È stato quindi il momento del nostro presidente Stefano Vezzoso per la presentazione della relazione morale. Non ha senso ovviamente sintetizzare l'intervento del presidente (scaricabile cliccando qui), che va letto integralmente da ogni socio per comprendere meglio lo stato dell'associazione e le prospettive strategiche per il suo futuro, ma si possono proporre alcune sottolineature come traccia per una proficua lettura.
Ottantesimo di Genova. La storia di Genova e di tante altre sezioni insegna che agli inizi del nostro sodalizio erano molto forti e saldi i valori etici e spirituali, la passione montanara ed anche civile. Solo così si può spiegare perché Genova si sia costituita nel 1938, in un periodo cioè difficile per associazioni che non fossero di regime, e perché l'Associazione tutta abbia saputo rinascere nel secondo dopoguerra. Anche da questi esempi può/deve essere attinta fiducia e coraggio.
Lo stato attuale della GM. Pur essendo stabile il numero dei soci e la situazione economica, persiste la difficoltà di attrazione verso l'associazione dei frequentatori della montagna, che pur sono in costante aumento, e non si arresta l'invecchiamento del corpo sociale.
Attività del Consiglio centrale. Particolare attenzione è stata dedicata alle sezioni ed alle problematiche dalle stesse vissute, quali ad esempio quelle connesse alla gestione delle case per ferie, anche rendendo itineranti le riunioni del Consiglio presso le sezioni. Sulla spinta del lavoro di ricerca svolto per la celebrazione del centenario, era poi stata avviata la riorganizzazione dell'archivio centrale. Essa si è conclusa, ed è stata presentata nel corso dell'assemblea da Tonia Banchero, e costituirà ora punto di riferimento anche per la sistemazione degli archivi sezionali.
Commissione centrale di alpinismo e scialpinismo. Vi è una difficoltà “storica” a mettere a fuoco gli obiettivi, che deriva dalla mancanza di un dialogo costruttivo fra la Commissione e le sezioni e viceversa. La sua sopravvivenza e il suo rilancio sono importanti per l'associazione, tant'è che la mattinata di domenica è stata in gran parte dedicata ad un approfondimento di questo tema.
Rivista centrale risorsa delle risorse. Ancora aperto il dibattito su come sviluppare efficacemente il tema comunicazione, in particolare rispetto al sito internet ed i social media. È invece definito il progetto destinato a dar vita ad una rivista rinnovata nell'organizzazione e nella veste grafica e che trova ora come capofila e nuovo direttore Guido Papini. Un sentito ringraziamento a Giovanni Padovani per quello che ha fatto e ancora sta facendo per garantire che la rivista continui ad arrivare regolarmente nelle nostre case.
Una strategia per un progetto per la Giovane Montagna e per il suo rinnovamento. A partire dal 2009, con il convegno svoltosi a La Verna e la riflessione su cosa siamo e cosa ci proponiamo di essere, si è avviato un processo di trasformazione, senza tuttavia essere ancora riusciti a delineare una vera e propria strategia, sostitutiva di quella che nel 1968 a Spiazzi dettò una svolta per l'associazione di allora. I punti fermi sono le finalità, alpinistica e di cultura alpina (art. 1 dello Statuto), e il richiamo valoriale (art. 2 dello Statuto), per un'identità che va difesa. Vi sono poi le affinità con il CAI, con il quale vanno coltivate collaborazioni e la possibilità di approfondire un dialogo anche con la CEI, nell'ambito di un programma tutto da definire. A monte di qualsiasi progetto, tuttavia, devono esserci una crescita nella cultura associativa, nell'assetto organizzativo, nella comunicazione tra sezioni e sezioni e tra esse e la sede centrale, nel metodo con cui si decide.
Il presidente ha quindi concluso la sua relazione con l'invito ad affrontare apertamente le difficoltà ed il confronto. Le sfide così importanti, in particolare collegate al ricambio generazionale, richiedono unità, espressione delle potenzialità esistenti, fiducia e coraggio, che trovano ragion d'essere anche alla luce della storia e della tradizione.
Esaurita successivamente la presentazione ed approvazione delle relazioni del tesoriere e dei revisori dei conti, si è aperto un ampio e proficuo dibattito a partire dai numerosi spunti emersi dalla relazione morale. Sono state approfondite in particolare alcune tematiche, illuminate dalle esperienze vissute dai delegati intervenuti: il valore delle esperienze intersezionali, comprese quelle organizzate dalla Commissione centrale, per far crescere il sentimento di appartenenza all'associazione; il ruolo delle case sezionali come base di appoggio per esperienze di comunità e di montagna condivisa, favorevoli anche per le famiglie; i trekking ed i cammini come occasioni per riscontrare anche un bisogno diffuso non solo di natura ma anche di cultura e spiritualità; i legami con il territorio e le parrocchie da coltivare, sia in chiave di proposta delle attività sociali, che di allargamento del bacino di utenza; la necessità di mantener vivo il collegamento tra sede centrale e sezioni affinché le proposte rispondano ai bisogni reali; l'invito ad adeguare l'approccio comunicativo e simbolico alle rapide trasformazioni in essere. È stata successivamente approvata la relazione.
La celebrazione eucaristica presso il santuario del Bambin Gesù ha coronato il pomeriggio. Possiamo pensare che le tre parole chiave del vangelo che racconta l'episodio di Bartimeo, il mendicante cieco, valgano anche per la nostra vita associativa: occorre alzarsi, lasciare le comodità e lo scoramento; è importante l'incoraggiamento degli amici; seguire la parola di Colui che ci chiama.
Domenica verso le 9.00 la ripresa dell'assemblea. La mattinata è stata caratterizzata da tre momenti: l'approfondimento sulla Commissione Centrale di Alpinismo e Scialpinismo; l'intervento dei rappresentanti di tutte le sezioni; la nomina a socio onorario di Renzo Tealdi, presidente di Pinerolo e vicepresidente centrale.
La Commissione vive un momento difficile in considerazione della mancata disponibilità di molti suoi membri a proseguire nell'impegno ma anche della necessità di trovare chiarezza sugli obiettivi in un dialogo fattivo con le sezioni. L'ampio dibattito ha comunque portato a confermare l'importanza della sua presenza e prosecuzione, soprattutto in funzione di supporto alle sezioni nella formazione ed aggiornamento dei capigita. Si è quindi deciso di affidare per un anno l'incarico di responsabile della CCASA al Presidente Centrale e di mettere in calendario almeno tre appuntamenti formativi. Sta alle sezioni valorizzare le proposte individuando i soci da inviare ed un coordinatore sezionale.
Ampio spazio è stato quindi dedicato ai presidenti e rappresentanti delle sezioni e della sottosezione Frassati. Si è trattato di un passaggio importante in chiave associativa anche per la particolare attenzione che i delegati hanno dedicato all'ascolto degli interventi. Si tratta di un'occasione unica per rendersi conto delle difficoltà e delle positività esistenti all'interno di ogni realtà, per apprezzare la ricchezza di sfumature, la grinta anche dei soci più anziani e, per chi è più in crisi, per apprezzare il dono di sentirsi parte di un corpo unico che sostiene ed incoraggia.
Per ultima, ma non per importanza, anzi emblematica del clima vissuto, va citata la nomina a socio onorario di Renzo Tealdi. Sono arrivati in tanti, appositamente, da Pinerolo, a manifestare la condivisione di questa proposta, a testimoniare che davvero questo loro socio e più volte presidente ha fatto tanto per la giovane montagna cittadina e per tutta l'associazione. Anche i suoi nipoti sono saliti sul palco, compagni di vita e di camminate, e l'assemblea ha avvertito l'eccezionalità dell'impegno profuso da Renzo in tanti anni, senza tante parole ma con molti fatti, ha sentito il profumo di una giovane montagna che può ancora seguire la traccia, se trova in altri interpreti la stessa forza e coraggio che tanti soci hanno nel tempo vissuto.
Carlo Nenz




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