Turismo - Brescia insolita

Domenica 16 novembre 2025  (evento passato)

Tipo attività: Escursione Turistica
Sezione di Vicenza
Responsabile: Lucia Savio e Valeria Scambi



Programma




Domenica 16 novembre
BRESCIA INSOLITA – VISITA TURISTICA
Brescia è chiamata la ‘Leonessa d'Italia’, per la sua lunga tradizione di coraggio, orgoglio e resistenza che l'hanno caratterizzata nel corso dei secoli. È anche la città dove parte e arriva la mitica Mille Miglia.  Sono aperte le iscrizioni per la gita “Brescia insolita” di domenica 16 novembre 2025.
Il programma prevede al mattino una visita guidata al complesso monumentale di Santa Giulia. Il pomeriggio visiteremo il centro storico con una guida locale.
Iscrizioni da subito o al massimo entro fine ottobre. 
Contattare Lucia, 347 750 5583 o Valeria, 338 867 3068, tramite messaggio o whatsapp.
ORARIO PARTENZA: h. 07:30 (pullman) dal parcheggio del casello autostradale di VicenzaOvest.

 



Relazione



DOMENICA 16 NOVEMBRE - CITTÀ INSOLITA: BRESCIA.      LA MATTINATA da Silvana Lubian
La giornata assai nuvolosa e fredda non spegne l’entusiasmo dei partecipanti, il pullman è al completo. Una gran bella soddisfazione per chi ha proposto una meta che ha suscitato tanto interesse!
Brescia, conosciuta ai più come “ la Leonessa d’Italia” per il suo strenuo coraggio durante i moti risorgimentali, solo negli ultimi due decenni è tornata ad essere al centro dell’attenzione di visitatori e turisti disvelandosi come città molto interessante e piacevole, tutta da scoprire.
Il nostro primo appuntamento culturale, dopo quello con la nostra simpatica guida, ci porta a raggiungere il cuore più antico della città dove si trova il Museo di Santa Giulia. Lo si raggiunge percorrendo numerose strade strette, sinuose ed acciottolate che tradiscono il ben conservato impianto medioevale del quartiere. Unica strada ben dritta è la via del Museo, ex decumano massimo della città romana : l’antica Brixia. Il Museo della città, attivo dal 1998, è ospitato dopo un lungo lavoro di restauro, di scavi archeologici e di valorizzazione degli edifici, nell’antico Monastero di San Salvatore-Santa Giulia e altre costruzioni coeve. I reperti in esso conservati raccontano la storia di Brescia dal III millennio a.C. sino al XVIII secolo.
Omessa la visita alle sale in cui sono raccolti i reperti dei primi insediamenti ai piedi del colle Cidneo  perché in fase di restauro, accediamo alle sale dove  abbiamo avuto modo di apprezzare materiali provenienti dall’antica città romana chiamata Brixia : colonne, fregi, capitelli provenienti  da edifici pubblici, abitazioni private, necropoli e luoghi di culto. Incantevoli una serie di ritratti imperiali dorati tra i quali ne spiccava uno femminile dall’acconciatura elaborata e con espressivi occhi neri e brillanti in onice.
Nella sezione dell’età altomedievale è esposta una selezione di reperti che documentano la presenza longobarda nel territorio attraverso corredi funerari sia maschili che femminili, in particolare spade e coltelli, collane e spille e le raffinate crocette in lamina d’oro decorate a sbalzo, alcune delle quali con il volto di Cristo, segno tangibile di come il Cristianesimo fosse già diventato religione di Stato.
Accediamo poi alla Basilica longobarda dedicata a San Salvatore, edificata alla metà dell’VIII° secolo d.C., divisa in tre navate da due file di colonne, alcune di epoca romana come anche alcuni capitelli riccamente decorati. Le navate erano completamente affrescate ma poco rimane dopo lo scempio compiuto dalle truppe napoleoniche. Si riconoscono alcuni riquadri con storie della vita di Cristo e dei Santi, le cui reliquie sono deposte nella cripta e una iscrizione che ricorda il nome del fondatore Re Desiderio. Sono sopravvissuti anche un bellissimo capitello di origine bizantina e una lastra con un pavone scolpito che decorava il parapetto di un ambone, simbolo di immortalità e di stupefacente bellezza. La basilica fu più volte ampliata nel corso dei secoli, così come il monastero, per poter ospitare il sempre maggiore numero di donne che sceglievano la vita monastica. Dopo la costruzione di un nuovo chiostro con relative celle, tra il 1530/60 venne costruito un più ampio “coro delle monache”.
Il Coro delle Monache, costruito a ridosso della facciata della chiesa di S. Salvatore nella seconda metà del Quattrocento per permettere alle monache di clausura di ascoltare la Messa senza mostrarsi ai fedeli, è stato completamente affrescato nel secolo successivo con opere ispirate al tema della Salvezza  dal pittore Floriano Ferramola e bottega. Il coro è sovrastato,nella parete di fondo, da una monumentale Crocifissione dipinta dal bresciano Floriano Ferramola (1525-27). Questo grande ambiente, oltre che alle preghiere delle monache, era dedicato ad accogliere i monumenti funerari di età veneta, tra i quali ancora possiamo ammirare la maestosità rinascimentale del Mausoleo Martinengo e il monumento funebre di Nicolò Orsini.
La visita prosegue…
Le sale del museo e lo spettacolare Monastero furono edificati sui resti di un quartiere residenziale di epoca romana. Il gruppo deve dunque scendere di almeno tre metri sotto il piano stradale per visitare le Domus dell’Ortaglia. Si tratta di due abitazioni di alto livello, ricche di mosaici policromi e affreschi alle pareti che furono abitate dal I al III sec d.C. Sorprendono la fresca intensità dei colori e delle immagini affrescate alle pareti, la complessità dei mosaici e la “ modernità” dell’impianto idrico che portava acqua corrente in casa e permetteva la costruzione di fontane sia all’interno delle abitazioni sia nei rigogliosi giardini .
Riemergiamo dal sottosuolo e diamo un’occhiata al cielo…non promette bene ma la guida ci richiama all’ordine, è tempo di visitare una ulteriore meraviglia, l’oratorio romanico di Santa Maria in Solario.
Costruito verso la metà del XII secolo, è a pianta quadrata ed è caratterizzato dalla copertura ottagonale sorretta da colonnine e capitelli altomedioevali reimpiegati a questo scopo. La pianta quadrata ci ricorda che questa costruzione poggia sui resti di un edificio romano . In questa aula possiamo ammirare un altare di età romana e, in una teca illuminata, la Lipsanoteca, un prezioso contenitore di reliquie in avorio scolpito. In questo ambiente veniva conservato il tesoro delle Monache.
Attraverso una scala assai  angusta il gruppo raggiunge il piano superiore , la cappella riservata alle monache. Fastosamente affrescati sia il soffitto che le pareti con opere attribuite al pittore cinquecentesco Floriano Ferramola e alla sua bottega. Al centro della cappella una celebre opera: la croce di S. Desiderio, una croce processionale del IX secolo capolavoro dell’arte carolingia, ricoperta sui due lati da 212 gemme databili dall’età romana al XVI° secolo.  Non si può che rimanere abbagliati dalla superba bellezza di un simile capolavoro conservato in un edificio così particolare che ci racconta una storia lunga un millennio!
Finisce qui la nostra visita al museo di Santa Giulia. Ci attende ancora un intero pomeriggio di scoperta…sperando nella benevolenza di Giove Pluvio. (Silvana Lubian)

DOMENICA 16 NOVEMBRE - CITTÀ INSOLITA: BRESCIA.     IL POMERIGGIO da Paola Barbara e Giordano
Dopo aver visitato il complesso di santa Giulia e San Salvatore con relativo museo la nostra visita continua per le vie di Brescia, antica città con origini oltre i 3200 anni fa.
Ancora piuttosto chiusa e sconosciuta nel circuito turistico, Brescia inizia solo ora a farsi conoscere al pubblico. Nel 2023, assieme a Bergamo, storicamente sua “rivale” le due città sono state insignite del titolo di “Capitale Italiana della cultura”, come simbolo di resilienza durante la pandemia Covid, in quanto punto di partenza infettivo e città con maggior numero di decessi.
Ci ritroviamo dopo la pausa pranzo in piazza Arnaldo da Brescia, un riformatore religioso italiano, allievo di Abelardo, caratterizzato da notevole eloquenza e forte avversione per l'istituzione tradizionale ecclesiastica, dove incontriamo la nostra guida.

La pioggia non ci dà tregua, ma noi GM andiamo comunque alla scoperta delle bellezze Bresciane che nonostante tutto ci illuminano gli occhi con la loro bellezza spostandoci di piazza in piazza per scoprire le varie epoche che hanno caratterizzato la città.
Prima tappa, piazza del Foro il più rilevante complesso di edifici pubblici di epoca romana di tutta l’Italia settentrionale con le imponenti rovine del Capitolium, il “pezzo forte” della Brixia romana con annesso teatro romano ritrovati scavando per ben 6 mt sotto il livello stradale, così pure i resti del colonnato perimetrale dell’antica piazza romana presso gli scavi archeologici di palazzo Martinengo.
Molti degli attuali palazzi che si possono ammirare per le vie della Brescia romana, compreso il muro di facciata del museo di Santa Giulia sono stati negli anni addietro costruiti utilizzando parti di antichi palazzi di epoca romana, di epigrafi, di lastre di marmo ecc. recuperati durante scavi precedenti.
Nel 2011 il complesso, unitamente a quello monastico di Santa Giulia, è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO
       
Tempio Capitolino                                               Materiali di recupero                                           Scavi arch. palazzo Martinengo
Lasciata piazza del Foro camminiamo in epoca Longobarda (569 d.C.) fino a raggiungere piazza del Duomo.
Dopo la caduta dell’Impero Romano e l’abbandono del paganesimo con Re Desiderio e sua moglie, Brescia raggiunse il massimo prestigio.
Fecero costruire il monastero femminile Benedettino di San Salvatore, affidato alla loro figlia che divenne la prima badessa. Successivamente vennero traslate le reliquie di Santa Giulia e il complesso prese il nome della Santa.
Piazza del Duomo o piazza Paolo VI, come venne ribattezzata dopo la morte del Pontefice di origine bresciana, è caratterizzata dalla presenza di due Duomi, il duomo Vecchio detto “la Rotonda” e il duomo nuovo, affiancati l’uno all’altro.
Piazza di origine medioevale, come pure alcuni altri palazzi che vi si affacciano, tra cui Palazzo Broletto con la torre civica ora sede di amministrazioni pubbliche

    



Duomo nuovo e Duomo Vecchio                          Broletto e torre Civica                                   Palazzo Comunale

Mentre la pioggia scende sempre con più vigore, entriamo a visitare il duomo Nuovo, la Cattedrale di Brescia, eretto tra il 1600 e il 1800 con vari stili architettonici, dal Barocco a Roccocò e successivamente, a piccoli gruppi entriamo nella Rotonda, splendido esempio di architettura romanica, del XI secolo, sostituita dal nuovo duomo perché era in condizioni pericolanti (inizi 1600)
     
Interno Duomo Nuovo                                               Cupola (una delle tre più grandi in Italia)                  Paolo VI

Il duomo Nuovo è detto anche “duomo d’Estate” mentre quello vecchio, la rotonda” è detto d’inverno, date le dimensioni dei muri che costituiscono le costruzioni e le conseguenti capacità termiche degli stessi.
La Rotonda, di epoca romanica venne edificata sulla base di altre chiese preesistenti e contiene numerose opere d’arte di estrema bellezza. Peccato non aver potuto visitala con più tempo e magari con una guida che sicuramente ci avrebbe dato maggiori dettagli.
        
Platea di Santa Maria                                                      Cripta di San Filastrio
Raggiungiamo poi la tristemente famosa Piazza della Loggia, percorrendo vicoli più o meno stretti dove i negozi sono quasi tutti chiusi, segno inequivocabile che Brescia ancora non è città turistica al 100%.
Piazza della Loggia (o piazza Loggia, o piazza Vecchia) è il simbolo del Rinascimento e della dominazione Veneta su Brescia.
Progettata e costruita a partire dal 1400 conta palazzi storici, tra cui il Monte di Pietà, ed artistici, palazzo della Loggia era ed è sede amministrativa della vita della città. Ora sede della giunta comunale.
Sul lato opposto alla Loggia troviamo la torre dell’orologio astrologico meccanico (metà del 1500) ancora funzionante. Realizzato in base al “sistema solare all’Italiana” che definiva le ore 24 al tramonto del Sole, fine del giorno e inizio del giorno nuovo. La sezione rotante più esterna rappresenta lo zodiaco.
      
Palazzo della Loggia                                              Torre dell’orologio                                                Orologio astronomico

Sotto il porticato della Loggia è ospitata la “Lodoiga”, una delle 4 statue parlanti della città, un gruppo di sculture di varia epoca cui i bresciani erano soliti affiggere messaggi anonimi, con critiche contro i governanti. La Lodoiga era considerata la portavoce delle lamentele del popolo.
Ultima piazza e poi si torna verso casa.


La Lodoiga
Dopo piazza della Loggia vediamo, ormai con il buio della sera e i riflessi della pioggia insistente piazza Vittoria (1927-1932) su progetto dell’architetto Piacentini dopo demolizione di parte del centro medievale. Nel dopoguerra fu anch’essa in parte smantellata di elementi che richiamavano il Ventennio Fascista.
Palazzi e architetture sono ancora chiaramente di tale impronta, come il maestoso palazzo delle Poste e Telecomunicazioni, il Torrione o Torrione INA, primo grattacielo d'Italia e primo in Europa ad essere realizzato in cemento armato.
Ricordiamo inoltre che Brescia è stata la prima città del nord ad essere servita dalla metropolitana ed è stata sede per molti anni della manifestazione automobilistica 1000Miglia
A seguito del coraggio mostrato dai bresciani durante le famose dieci giornate di Brescia, la città si meritò l'appellativo di Leonessa d'Italia (attribuitole da Aleardo Aleardi e Giosuè Carducci).
Alla prossima.  Ciao da Paola, Giordano e Barbara Lorenzin

 
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