Castello di Catajo e Abbazia di Praglia
Sabato 8 marzo 2025 (evento passato)
Tipo attività: Escursione Turistica
Sezione di Modena
Responsabile: Piefermi
Programma
Castello di Catajo e Abbazia di Praglia (Padova) 08/03/2025
Partenza ore 7,30 dal parcheggio del centro commerciale la Rotonda con il bus.
Arrivo a Castello del Catajo ore 10,30 circa
Via Catajo, 1, 35041 Battaglia Terme PD
Visita guidata al castello ore 11,00
ll Castello del Catajo è stato costruito tra il 1570 e il 1573, ai piedi del Montenuovo, per volere del
condottiero della Repubblica di Venezia Pio Enea I degli Obizzi, appartenente a una famiglia originaria
della Borgogna, e su progetto dell’architetto Andrea da Valle.
L'edificio, concepito come residenza privata dalla madre di Pio Enea, in seguito all’ampliamento
commissionato dal figlio condottiero assunse l’aspetto imponente di una fortezza. Nel corso del XIX
secolo, il Castello passò in eredità prima agli Este, duchi di Modena, poi agli Asburgo, che trasferirono a
Vienna le pregiatissime collezioni di armi e di reperti archeologici, e infine diventò proprietà della
famiglia Dalla Francesca nel 1928.
L'edificio si presenta maestoso, con un lungo viale d’ingresso che conduce al Cortile dei Giganti. Questo spazio fu utilizzato dalla famiglia Obizzi per rappresentazioni teatrali, tornei e naumachie (rievocazioni di battaglie navali), dato che la parte inferiore del cortile poteva essere riempita d’acqua. Tra le diverse fontane della villa la più spettacolare è
la Fontana dell'Elefante, posta dentro una grotta scavata nella roccia abbellita dalla scultura raffigurante l'animale, opera emblematica dei gusti esotici degli antichi proprietari.
Una scalinata, costruita in modo da poter essere salita anche a cavallo, permette di accedere al piano
nobile e alla sale di rappresentanza, dove è possibile ammirare l’albero genealogico della famiglia
Obizzi, affrescato su una parete.
Il Castello comprende ben 350 stanze, alcune delle quali ospitano affreschi di Giambattista Zelotti, pittore
veneto del XVI secolo e allievo di Paolo Veronese, in cui si celebrano le vicende dei membri più noti della
famiglia, condottieri al servizio di vari Stati Italiani, da Lucca allo Stato Pontificio, alla Serenissima.
Dalla grande terrazza panoramica il visitatore può ammirare i vasti giardini a sud, allestiti nel ‘600 da Pio
Enea II, caratterizzati da due magnolie risalenti al XVIII secolo e da una gigantesca sequoia americana,
oltre che da peschiere, pergolati e labirinti di bosso.
Il curioso appellativo “Catajo” non afferisce al Catai raccontato da Marco Polo, come qualcuno ha
fantasiosamente ipotizzato in passato, ma deriva con molta probabilità dalla storpiatura del toponimo Ca'
del Taglio (in dialetto veneto taio), che indicava uno scavo nella roccia del monte finalizzato al deflusso
delle acque.
Pranzo al sacco ore 13-14
Spostamento all’Abbazia di Praglia
Visita guidata ore 15,00
L'Abbazia di Praglia si trova nel territorio del comune di Teolo, ai piedi del monte Lonzina, ed è
senza dubbio il più importante e suggestivo luogo di spiritualità dell’area dei Colli Euganei. Si tratta
di un monastero benedettino molto antico, fondato nell’XI secolo per iniziativa della nobile famiglia
vicentina dei Maltraversi. Il suo nome deriva dal termine medievale “pratalea” (località tenuta a
prati) e si rifà probabilmente alla grande opera di bonifica e di messa a coltura di terre paludose della zona
avviata proprio dai Benedettini nel Medioevo. Dopo una fase di decadenza, nel 1448 iniziò la rinascita
grazie al legame con la potente Abbazia padovana di Santa Giustina, guidata da religiosi riformatori. In
quegli anni avvenne anche la ricostruzione della chiesa e di parte degli ambienti monastici.
La chiesa dedicata all’Assunta risale al periodo 1490-1550, e fu edificata su disegno di Tullio Lombardo, con pianta a croce latina e a tre navate. Il portale è opera di Andrea Moroni, mentre all’interno si trovano opere di pittori
veneti dei secoli XVI-XVII, tra cui spicca l’”Ascensione di Cristo” del padovano Domenico Campagnola collocata nel
catino absidale.
Il monastero, sul retro e a sinistra della chiesa, è articolato in quattro chiostri: doppio o della clausura, botanico, pensile e rustico. Alla seconda metà del XV secolo risalgono il chiostro botanico, un tempo destinato alla coltivazione delle piante medicinali e oggi elegante giardino, il chiostro doppio circondato dalle celle dei monaci e il chiostro pensile o “del
Paradiso”, collocato al primo piano e caratterizzato da colonne e capitelli finemente lavorati. Più tardo
il chiostro rustico su cui affacciano la foresteria e il centro per conferenze e attività culturali.
Altro ambiente suggestivo è il refettorio monumentale, al cui interno si notano, oltre al magnifico arredo
ligneo, una grande “Crocifissione” dipinta da Bartolomeo Montagna alla fine del ‘400 e un pulpito in
marmo utilizzato per la lettura delle Sacre Scritture durante i pasti.
L'Abbazia di Praglia, ancora oggi abitata da monaci benedettini e meta di un costante turismo religioso,
ospita al suo interno anche una Biblioteca Monumentale Nazionale, che contiene circa 100.000 volumi.
La sala al piano superiore è impreziosita da 17 tele di G.B. Zelotti, pittore del tardo Cinquecento, inserite
negli scomparti del soffitto in legno. Altre tele dello stesso artista, con temi biblici, si trovano ora nel
refettorio.
Il laboratorio di restauro dei libri e codici antichi è un altro fiore all’occhiello dell’Abbazia.
Tra gli ospiti più famosi del monastero euganeo ricordiamo lo scrittore vicentino Antonio Fogazzaro, che
ambientò a Praglia una scena del suo romanzo “Piccolo mondo moderno” (1901).
Partenza per Modena ore 17,00.
Arrivo previsto ore 19,30 circa.
La quota prevista è di 50,00 euro a persona.
Iscrizione entro il 16 febbraio al numero 3917700387 GM Viaggi.
(L'uscita si effettuerà solo al raggiungimento di minimo 25 persone)