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Sezione di Roma
Pausa di Riflessione a Collevecchio
dal 20/3/2010 al 21/3/2010
Cari amici, vi invitiamo a “sperare” durante la Pausa di Riflessione che ci riunirà nuovamente a Collevecchio, nel Convento di S. Andrea. Il tema proposto quest'anno è: “Se Spera…”.
Il Convento di S. Andrea si trova in Sabina, a Collevecchio, immerso nella campagna, tra gli ulivi ed i prati. E’ stato restaurato in occasione del Giubileo, ed è quindi forse un po’ meno romantico ma certamente più comodo e soprattutto più riscaldato.
Sarà tutto a nostra disposizione. Possiamo utilizzare fino a 50 posti letto, in camere e cellette (!), con diverse tipologie.
La pensione completa per un giorno, per persona, è di €55.00. Ciascun pasto, €15.00. Solo B&B, €30.00. La biancheria è fornita in loco.
Vi comunicheremo al più presto il programma dettagliato, con gli appuntamenti, gli orari e le eventuali attività.
Gli amici Luisa e Cesare Antonucci saranno felici di ricevere le vostre prenotazioni (063051957 – 3393245709) e vi accoglieranno al vostro arrivo. “Se spera…” che accogliate l’invito e partecipiate
numerosi. Ed ecco la presentazione del tema della Pausa di riflessione 2010:
SE SPERA…
“Se spera che presto finissa la guèra/e alora che in tèra sparissa ogni mal…”: così attacca una canzone
popolare veneta dell’inizio dell’Ottocento, che non pochi dei “vecchi” soci conoscono. “Morire di
speranza” era il titolo, quest’anno, della veglia di preghiera interreligiosa celebrata nella Basilica di Santa
Maria in Trastevere per tutte le vittime morte in mare durante i viaggi “disperati” verso la nostra Europa.
L’invito fatto per il 2010 da alcuni amici è quello di riflettere insieme sulla speranza. Forse siamo troppo
abituati, anche nel linguaggio comune un po’ banalizzato, ad incontrarci con l’espressione – e anche ad
utilizzarla: “Non c’è ( più) speranza”. Ma lasciando ai mesi che verranno la possibilità di scambiarci delle
idee sul “tema”, e soprattutto sulle modalità in cui ci piacerà affrontarlo, può gettare qualche
suggestione il provare a pensare a queste domande:
1. c’è motivo di sperare o la speranza è un modo di illudersi rispetto alla durezza delle realtà difficili
della vita?
2. si desidera sperare solo in momenti in cui non abbiamo il coraggio di essere disperati?
3. è vero o è solo un proverbio che “la speranza è l’ultima a morire?”
4. in chi o che cosa è possibile oggi sperare?
5. ci crediamo che i giovani siano “la speranza” per il mondo che viviamo?
6. “Anche la speme, ultima dea, fugge i sepolcri”: ha ragione Foscolo o può esistere una speranza che valica la morte?
7. Riconosciamo segni di speranza nel mondo in cui viviamo?
8. Sperare è un utile corredo del vivere o è un lusso?
9. Speranza è un atto di volontà?
10.SPERO, PROMITTO e IURO vogliono l’infinito futuro: è una semplice regola grammaticale del latino che però può stimolarci a pensare se la speranza abbia a che fare solo con il futuro.
E’…sperabile, come ogni anno, che i contributi di ognuno alla riflessione nascano dalla volontà non certo
di costruire un micro-trattato teorico sulla speranza, ma da quella di condividere, come da tempo siamo
abituati a fare, esperienze, contributi, suggestioni che vengano da ognuno di noi. In questi mesi
pensiamoci insieme, raccogliamo ciò che nelle nostre giornate ha a che fare con quel che possiamo
chiamare speranza (o con il suo contrario). Da sponde diverse, che hanno a che fare con le nostre
“formazioni” culturali, psicologiche, professionali, e più specificamente con la nostra singola e irripetibile
storia, incontriamoci a Collevecchio a condividere – da un altro punto di vista – quel “sentiero” comune
sulla cui pista – quella volta a Celleno – sono iniziate le nostre pause 20 anni fa.
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